Avvio della rete transnazionale sul reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti allinterno della programmazione FSE 2007-2013
Amburgo, 7 e 8 maggio 2008
Su iniziativa del Ministero del Lavoro federale tedesco, si è avviata la costituzione di una serie di reti
tematiche europee, tra le quali una sul tema dell’inserimento dei detenuti che opereranno nell’ambito degli interventi
dedicati alla Transnazionalità nella programmazione FSE da parte delle autorità di gestione nazionali e regionali.
A questo primo incontro hanno partecipato diverse Autorità di Gestione regionali della Germania oltre al Ministero
del Lavoro federale, rappresentanti dell’Austria, Inghilterra, Irlanda del Nord, Irlanda, Spagna e Paesi Bassi.
L’ISFOL ha rappresentato l’AdG italiana.
Dopo aver ripercorso l’esperienza condotta nella piattaforma europea che ha operato nel quadro di Equal, ciascun Paese
ha condiviso l’architettura e le linee di intervento dei Programmi operativi nazionali e regionali, specificando
l’eventuale presenza di un Asse dedicato alla Transnazionalità e di misure specifiche per il target group degli
(ex)-detenuti.
I partecipanti hanno avviato l’individuazione di aree prioritarie da affrontare nel corso dei prossimi anni, che
comprendono temi quali l’approccio olistico - nella dimensione della cooperazione interistituzionale, dello sviluppo
delle competenze, del coinvolgimento degli imprenditori, e delle metodologie e strumenti di supporto – il tema della
qualità e della valutazione degli interventi e l’approccio verso target group specifici quali i minori, le donne, e
gli immigrati.
L’Autorità di gestione del Land di Brema svolgerà il ruolo di segretariato del costituendo network, che si
avvarrà anche di un portale web, messo in piedi dal Ministero della giustizia tedesco con la collaborazione
dell’Università di Brema
(http://prisonportal.informatik.uni-bremen.de/prisonportal/index.php/Portal). Il portale faciliterà lo scambio di
documentazione ed informazioni tra gli operatori europei e permetterà di animare il dibattito sulle varie tematiche
che la rete comunitaria affronterà durante i prossimi anni.
Le attività che il network metterà in campo per facilitare il reciproco scambio di buone prassi e approcci innovativi
ai temi indicati si baserà sull’organizzazione di seminari, visite di studio, scambio di operatori, peer review ed
eventi di promozione specialmente nei nuovi Stati Membri.
Age Management – Network europeo di animazione tematica
Amburgo 7 e 8 maggio 2008
Si è svolto il seminario di lancio dell’animazione tematica europea, promosso dal Ministero federale del Lavoro e
degli Affari Sociali tedesco. L’incontro ha avviato la riflessione tematica e programmatica tra gli Stati Membri,
su cinque temi tra cui l’Invecchiamento attivo. L’incontro ha avuto l’obiettivo di illustrare lo stato dell’arte
delle attività di networking tematico europeo e di lanciare nuovi gruppi di lavoro da finanziare nell’attuale periodo
di programmazione.
La Commissione ha annunciato che tra giugno e dicembre 2008, saranno lanciati due bandi rivolti alle Autorità di
gestione nazionali o regionali per il finanziamento, di reti, comunità di pratiche, learning seminar, peer review,
exchange event e policy forum della durata massima di 36 mesi ed un cofinanziamento che potrà giungere fino ad un
importo di € 500.0000,00 (80% del costo del progetto).
La realizzazione dei progetti dovrà ispirarsi al Metodo del Coordinamento Aperto e prevedere un collegamento con le
reti nazionali, i beneficiari finali e sviluppare la pianificazione, sin dall’inizio, di attività di disseminazione.
Il gruppo di lavoro su invecchiamento attivo rappresenta il primo momento di riflessione e proposta circa l’attivazione
di un network transnazionale sul tema.
La presenza e la partecipazione ai lavori sono state finalizzate all’identificazione delle intenzione e delle aspettative
degli Stati membri rappresentati ed all’analisi della possibile prospettiva di animazione tematica comunitaria.
I partecipanti hanno presentato lo scenario nazionale, gli orientamenti espressi nei Programmi Operativi, i dati
macroeconomici e fatto cenno a principali esperienze e fabbisogni prioritari.
Rispetto alla progettazione condivisa per accedere alle risorse messe a disposizione dai prossimi due bandi della
DG Occupazione, si è ragionato sulla opportunità di costituire preventivamente un network, non esclusivamente finalizzato
alla sovvenzione, dotato di una adeguata rappresentatività da parte delle Autorità di Gestione e strutturato secondo
modelli testati e funzionali, eventualmente mutuati da esperienze attive ed operanti.
Il lavoro è proseguito con l’analisi delle principali dimensioni del tema dell’invecchiamento attivo, da proiettare
eventualmente nel contesto dei possibili temi da approfondire nel network.
I principali contesti di approfondimento sono risultati essere:
aspetti formativi
modelli sociali
governance e flexicurity
approcci normativi e di politica fiscale
comunicazione sociale e sensibilizzazione
cooperazione transnazionale ed interregionale
capacity building
Si è condiviso l’approccio fondato sul partire dalle esperienze, dai modelli e dalle prassi di successo e dai risultati
testati e concreti acquisisti nella precedente programmazione, per sviluppare azioni di trasferimento e disseminazione
in un contesto transnazionale e fungere da stazione di informazione e conoscenza e per veicolare le azioni di networking
e mainstreaming presso reti tematiche nazionali e locali.
L’agenda del gruppo è stata aggiornata per la fine di giugno, con l’impegno di verificare indirizzi politici ed esperienze
di successo, così come le aree d’interesse e le priorità tematiche nazionali e regionali.
EuRoma- European Network on Social Inclusion and Roma Community
Bucarest, 6-7 maggio 2008
Si è tenuto a Bucarest l’incontro dei rappresentanti della rete europea sui Rom - che a breve sarà on line - per discutere
le modalità operative di funzionamento dei gruppi di lavoro che verranno avviati all’inizio di ottobre ad Atene.
Per l’Italia hanno partecipato ai lavori Sabina Anderini e Joanna Busalacchi dell’Isfol, in rappresentanza del Ministero
del Lavoro, e Pietro Vulpiani dell’Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale (Unar).
All’incontro è stato presentato e discusso il documento “Proposal regarding the operation of the Working groups” che illustra
gli obiettivi e le funzioni dei tre working group (WG) - istruzione, occupazione e inclusione sociale - le loro modalità
organizzative e di coordinamento e il relativo programma di lavoro per il 2008.
In particolare, il WG inclusione sociale, coordinato dalla Romania, affronterà i seguenti temi: infrastrutture, salute e
protezione sociale, campagne di sensibilizzazione.
Il WG sull’occupazione, coordinato dalla repubblica Ceca, avrà come focus il tema dell’accesso al mercato del lavoro
(sia in forma dipendente che autonoma) e della formazione professionale.
Infine, il WG sull’istruzione, coordinato dall’Ungheria, analizzerà gli aspetti relativi all’accesso, alla permanenza e
alle performance nel sistema educativo, alla prevenzione dell’abbandono scolastico, il supporto alla frequenza dei percorsi
d’istruzione obbligatoria e non e all’accesso a livelli più elevati.
Il tema delle pari opportunità di genere sarà trasversale a tutti e tre i WG.
La metodologia comune dei gruppi di lavoro prevede quattro azioni principali:
raccolta e analisi dei progetti finanziati dai Fondi strutturali al fine di costruire
un database affidabile circa l’uso di tali fondi a favore della comunità Rom in modo da valutarne l’efficienza
e l’efficacia;
identificazione delle buone pratiche sulla base di criteri comuni definiti dal Network
quali esempi guida per la progettazione futura;
analisi, attraverso la metodologia della peer review, delle buone pratiche e loro
trasferimento tra gli Stati membri attraverso, ad esempio, visite di studio e seminari tematici;
sviluppo di azioni comuni volte a migliorare il management dei fondi pubblici
destinatati ai Rom in ciascuno Stato membro e alla promozione di azioni transnazionali all’interno dei progetti.
Nel corso del 2008 i WG si sono impegnati a costruire e implementare il database dei progetti in tema di integrazione dei Rom
e delle buone pratiche selezionate tramite criteri condivisi dal gruppo. Verranno organizzate, inoltre, visite di studio ai
progetti in corso.
Il lavoro del network EuRoma si profila essenziale in vista di due importanti appuntamenti sul tema: il Consiglio europeo del
giugno 2008 che affronterà nello specifico le iniziative intraprese da ciascun Stato membro per l’inclusione dei Rom e la
conferenza europea sui Rom che sarà organizzata dalla Commissione europea il 16 settembre prossimo.
Comunità di pratiche “Gender Manistreaming: A Tool for Change” – Policy event Gent, 24 e 25 aprile 2008
Si è svolto a Gent, in Belgio, l’evento di chiusura delle attività della comunità di pratiche su gender mainstreaming,
cofinanziata dalla Commissione europea e coordinata dal Ministero del Lavoro finlandese, cui l’ISFOL aderisce in qualità
di partner. L’incontro ha riunito rappresentanti del FSE, delle Autorità di gestione e di strutture di assistenza tecnica
di Equal, oltre ad esperti sul tema della parità di genere. L’evento ha inteso consolidare i risultati del biennio di
attività del network e di presentarli ai referenti del FSE, per supportarne il trasferimento, la valorizzazione e la
sostenibilità all’interno della nuova stagione di Fondi strutturali.
Il percorso di animazione tematica ha sviluppato diverse linee d’intervento:
Incontri di disseminazione e trasferimento su temi, prassi e modelli di impatto ed interesse;
Raccolta di prodotti sul sito www.gendermainstreaming-cop.eu;
Attivazione della rete di scambio, confronto ed informazione sul sito della Comunità di Pratiche
I lavori delle giornate di animazione sono stati dedicati ad analizzare quei risultati, confluiti nel network ed attraverso esso promossi,
in grado di essere semplicemente e direttamente acquisiti dalle strutture di gestione FSE.
È stato sviluppato un percorso di illustrazione, discussione, confronto ed identificazione delle priorità relativamente a
ciascuno dei sei passaggi che caratterizzano la metodologia:
Step 1: Definizione degli obiettivi di Parità
Step 2: Analisi dei fenomeni di ostacolo
Step 3: Sviluppo di opzioni
Step 4: Analisi di opzioni
Step 5: Introduzione
Step 6: Valutazione
I partecipanti provenienti da diversi Stati Membri, coordinati da un esperto, suddivisi in 6 tavoli di lavoro hanno condiviso
approcci ed opinioni, attraverso la lettura dei Programmi Operativi Nazionali e della rispettiva impostazione politica, sensibilità
tematica e dotazione strumentale relativa al mainstreaming di genere.
È stato possibile identificare indirizzi, criticità e priorità sul tema all’interno dei programmi FSE e condividere opzioni migliorative
ed raccomandazioni metodologiche e tematiche rivolte a contrastare i residui quei fenomeni di ostacolo alla piena affermazione del
mainstreaming di genere quale priorità sociale, occupazionale, organizzativa all’interno delle diverse politiche dello sviluppo,
del lavoro e del governo delle dinamiche di organizzazione delle comunità e dei territori. Tra le considerazioni emerse, si è riscontrato
che i principali problemi identificati nei Programmi Operativi sono:
Assenza e qualità dei servizi di cura ed assistenza
Assenza e qualità dei servizi di supporto all’occupazione ed all’imprenditorialità “gender fair”
Accesso alle opportunità formative ed all’istruzione.
Tra le opzioni condivise è emersa quella dell’allestimento di un sistema – navigatore di genere - di competenze, strumenti e
procedure in grado di orientare e guidare le politiche e consentire agli attori chiave di riconoscere i fabbisogni di genere e
sviluppare prassi e politiche in modo coerente e rilevante. La dotazione tecnica e metodologica di tale strumento dovrebbe contemplare:
Sviluppo, programmazione ed adozione di procedure di monitoraggio in tutte le aree di policy;
Creazione ed attivazione di Unità Gender;
Supporto alla prospettiva di genere tramite linee guida per il processo di pianificazione e progettazione politica;
Smantellamento dell’approccio esclusivamente femminile alla questione di genere;
Si è proposto di rafforzare il processo di “delivery” politica attraverso:
Formazione di genere in tutte le aree organizzative, rivolte alle figure chiave e dirigenziali;
Messa a disposizione di soluzioni ed approcci, adeguatamente testati e sperimentati immediatamente e semplicemente
trasferibili nelle politiche e nelle prassi (metodo delle 6 fasi, strumenti di valutazione e selezione, moduli formativi);
Introduzione nelle aree chiave di organismi ed istituzioni di un esperto e/o di uno team specifico,
con l’intento di migliorare l’efficacia di genere e potenziare l’empowerment di genere dello staff
Definizione di criteri ed indicatori di genere vincolanti, per assecondare e guidare l’implementazione,
il monitoraggio e la valutazione delle politiche.
Lo sviluppo di una specifica strategia di genere ed di una metodologia di monitoraggio, predisponendo vincolanti indicatori, criteri ed
obiettivi e l’inserimento e coinvolgimento di risorse con specifica esperienza nello staff di programmazione e valutazione ed erogazione di
mirati interventi formativi rappresentano gli indirizzi metodologici emersi a conclusione dei lavori. Il seminario segna la conclusione delle
attività della Comunità di Pratiche. Il network, in vista della prossima stagione di animazione tematica comunitaria, ha lanciato – attraverso
la sottoscrizione di un “Memorandum of Understanding” - la proposta di un nuovo partenariato transnazionale sul gender mainstreaming, per
valorizzare e consolidare i risultati raggiunti e per rafforzare la prospettiva di genere nei programmi e progetti dei Fondi Strutturali.
Comunità di pratiche Equal: Innovazione e Mainstreaming Coltivare l’innovazione nei programmi FSE
Varsavia, 4 aprile 2008
Nell’ambito della Comunità di pratiche (CoP) Equal su Innovazione e Mainstreaming è stato organizzato un seminario a Varsavia che ha riunito
operatori di FSE per discutere modalità creative e innovative nella gestione dei progetti.
Alla CoP aderiscono Belgio francese e Belgio fiammingo, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Regno Unito-GB e Regno Unito-Irlanda del Nord.
A partire dalla presentazione di metodologie e pratiche già sperimentate in alcuni paesi membri, i partecipanti sono stati invitati
a discutere e condividere le diverse esperienze, in vista della costruzione di una banca dati di pratiche innovative accessibile
all’indirizzo http://innovation.esflive.eu.
Tra le riflessioni emerse si segnalano:
In tema di validazione di risultati e prodotti innovativi:
affinché il processo di validazione abbia successo è necessario
coinvolgere molteplici attori e far sentire loro il progetto come proprio;
importanza della comunicazione;
In tema di mainstreaming di soluzioni innovative:
modalità efficaci di circolazione delle idee;
in caso di trasferibilità dell’approccio, in che modo preservarne
gli aspetti innovativi;
tenere conto del feedback degli utilizzatori nel processo di mainstreaming;
importanza di instaurare connessioni efficaci tra decision-makers (ad esempio
i siti delle Autorità di gestione dovrebbero avere link alle CoP) e creare opportunità di incontro
per risolvere problemi e criticità;
In tema di costruzione di competenze per l’innovazione:
il lavoro in rete è di per sé uno strumento di aiuto alla costruzione e al
rafforzamento delle competenze;
la trasferibilità dei risultati trova un contesto più favorevole tra i membri di
reti consolidate;
In tema di promozione e valutazione dell’innovazione:
importanza della comunicazione, conoscenza del mercato e necessità di una
struttura di supporto per l’innovazione;
necessità di un approccio qualitativo e di rete da parte dei responsabili dei
progetti.
Dal Ministero del Lavoro, della Salute e della Politiche Sociali:
Dallesperienza di Equal alla nuova programmazione del FSE 2007-2013
Equal termina la sua avventura. Dopo otto anni, e circa 700 progetti finanziati e realizzati, ci si avvia a
concludere un’impresa che ha coinvolto e movimentato molte risorse economiche ed umane, idee, esperienze, scambi,
innovazioni, prodotti, ecc.
Al di là delle cifre, ripercorrere le tappe di Equal aiuta a raccontare le esperienze realizzate nei laboratori
delle sperimentazioni, alcune delle quali con più successo di altre ma sempre con l’obiettivo di innovare le modalità
di lavoro e di creare uno “spazio europeo” della progettazione e dello sviluppo del territorio.
Equal lascia una traccia forte e ormai radicata sul territorio: l’approccio di partenariato, la costituzione delle reti,
la partecipazione attiva, la cooperazione transnazionale.
In particolare, la dimensione transnazionale costituisce l’elemento di transizione e di continuità con la nuova
programmazione. Il patrimonio di conoscenze acquisite con la cooperazione transnazionale da parte di tutti i soggetti
coinvolti nella gestione di Equal, rappresenta senz’altro uno strumento utile per la Programmazione 2007-2013,
in cui il Fondo sociale europeo sostiene azioni transnazionali e interregionali in tutti gli Stati membri i quali,
nell’ambito dei rispettivi processi di programmazione, stabiliscono come attuare tale dimensione nei Programmi operativi.
In questi anni la cooperazione transnazionale ha rappresentato uno dei caratteri distintivi dei programmi comunitari
innovativi e più di ogni altro aspetto ha esercitato una energica spinta verso la costruzione dell’Europa.
In Equal, in particolare, la cooperazione transnazionale ha contribuito all’innovazione dei sistemi e all’apprendimento
istituzionale grazie all’incontro di persone, amministrazioni, parti sociali ed economiche, Ong. Lo scambio di
informazioni e buone prassi e la cooperazione per trovare soluzioni comuni in un contesto multiculturale hanno avuto
un importante effetto moltiplicatore: rafforzare le capacità di innovazione, modernizzare e adeguare le istituzioni a
nuove sfide sociali ed economiche, identificare e valutare problemi e soluzioni per le riforme delle politiche e delle
azioni in modo da realizzare gli obiettivi di Lisbona e migliorare la qualità della governance.
Se nel periodo di Programmazione 2000-2006 la Commissione europea è stata il principale attore e fonte di promozione e
sostegno della cooperazione transnazionale, nella nuova fase di Programmazione questo ruolo è affidato quasi interamente
agli Stati membri e alle Amministrazioni competenti a livello nazionale e regionale. La cooperazione transnazionale
nella nuova programmazione diventa dunque una dimensione importante da integrare nel campo d’azione del fondo in quanto
strumento di realizzazione della Strategia di Lisbona.
Gli Stati membri e le Regioni/P.A. vengono sollecitati a sostenere la cooperazione transnazionale in tutte le aree
identificate per l'intervento del Fse: adattabilità, politiche del mercato del lavoro, inclusione sociale, capitale umano
e miglioramento delle pubbliche amministrazioni, per tutti gli operatori e per tutti i tipi di scambio e cooperazione.
Ciò riflette un cambiamento significativo rispetto al precedente periodo di programmazione, in cui la cooperazione
transnazionale rimaneva limitata alla collaborazione tra progetti ed ai temi dell’inclusione sociale, come nel contesto di
Equal.
Dunque a questo punto occorre andare oltre e i protagonisti di Equal - e il loro patrimonio di esperienze - potranno
aiutare i molti altri a proseguire e sviluppare la strada da loro intrapresa.
Lucia Scarpitti
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
Cagliari “Equal, risultati e buone prassi in Sardegna nella prospettiva della programmazione 2007/20013”.
“Equal, risultati e buone prassi in Sardegna nella prospettiva della programmazione 2007/2013”.
E' questo il titolo del convegno svoltosi l’8 e 9 maggio a Cagliari.
Nel corso della due giorni sono stati presentati i risultati dell’esperienza “Equal Sardegna” che ha preso l’avvio
nel 2001.
L’intento del convegno è stato quello di favorire il trasferimento dei caratteri di sperimentalità ed innovatività
dell’iniziativa nella nuova programmazione comunitaria 2007-2013 ed in particolare di consentire l’inserimento delle
buone prassi individuate e la loro collocazione nel quadro degli indirizzi del programma operativo regionale del
fondo sociale europeo 2007-2013.
L’obiettivo finale è stato quello di comunicare il “Sistema Equal”, quale ipotesi di modello di governance trasferibile
in altri ambiti e per altre iniziative, ed in quest’ottica si è organizzato anche un’esposizione dei prodotti realizzati
dai singoli progetti.
I lavori sono stati aperti dall’intervento dell’assessore del lavoro Romina Congera che ha illustrato la gestione del
Fondo Sociale Europeo nel quadro delle Politiche Regionali per lo sviluppo delle risorse umane ed il lavoro.
Si è entrato poi nel dettaglio con gli interventi, coordinati dal direttore generale dell’Assessorato Giovanni Carta,
di Davide Bonagurio, della direzione generale occupazione, Fondo sociale europeo, Italia, Malta, Romania e Fyrom della
Commissione europea (“Il ruolo svolto dal programma Equal nel quadro della strategia di Lisbona”); di Lucia Scarpitti,
dirigente del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, responsabile nazionale dell’IC. Equal,
che ha illustrato i risultati e il patrimonio dell'iniziativa comunitaria Equal in Italia; di Antonino Demurtas,
dirigente regionale responsabile dell’IC in Sardegna, che ha parlato dei risultati prodotti dal progetto Equal in Sardegna.
Sono inoltre intervenuti la dott.ssa Marina Matucci, Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia,
che ha presentato le esperienze maturate nel proprio territorio e il direttore del centro regionale di programmazione,
Gianluca Cadeddu, che ha illustrato “Il quadro strategico nazionale, le premialità e le opportunità della nuova programmazione
dei fondi comunitari”.
A conclusione dei lavori della prima giornata è stata aperta ed inaugurata l’area espositiva dei prodotti realizzati nell’ambito
dell’Iniziativa Comunitaria Equal in Sardegna.
La seconda giornata è stata dedicata alle “Idee, esperienze e buone pratiche di Equal per la nuova programmazione del
FSE 2007-2013”. Il primo intervento è stato quello di Gaetano Fasano, dell’“Isfol–Sns Equal”. A seguire Gerardo de
Luzenberger, “Facilitatore Genius loci”. I lavori sono quindi continuati attraverso dei tavoli di approfondimento delle
buone prassi su formazione e promozione delle risorse umane come strumenti per lo sviluppo locale; servizi e strumenti
per l’inclusione sociale e il miglioramento della qualità della vita; metodologie e percorsi per lo sviluppo dell’occupabilità;
soluzioni e modalità per creare imprenditorialità.
I lavori sono stati chiusi dal presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, che ha parlato del ruolo della Sardegna nel
quadro delle istituzioni e delle politiche della Comunità Europea.
Il RTI Unisys Consedin e SNS Equal: il Toolkit comunitario per la ricerca partner nel FSE
Nel quadro del supporto al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale per la gestione della transnazionalità
per la Programmazione FSE 2007-2013, il RTI Unisys Consedin e la SNS collaborano con la Commissione alla realizzazione
di un Toolkit per favorire le attività transnazionali. All’interno del Toolkit è previsto uno strumento telematico
di ricerca partner (partner search tool) volto a facilitare la ricerca di potenziali partner per progetti transnazionali.
L’adesione al Toolkit da parte soggetti interessati alla cooperazione transnazionale rappresenta un’opportunità per farsi
conoscere e conoscere altri soggetti interessati a cooperare nella prospettiva di accedere alla nuove opportunità offerte
dal Fondo sociale europeo in ambito transnazionale.
Nella riunione del Gruppo di Pilotaggio del Toolkit (tenuta a Roma il 29 aprile u.s.), alla quale, oltre alla Commissione
europea, cui hanno partecipato rappresentanti dei Transnational Contact Point di Italia, Francia e Spagna, è stata definita
la struttura del partner search tool e le modalità di adesione degli organismi e enti interessati che saranno comunicate
entro la fine di maggio. Il Toolkit sarà attivo a partire da luglio 2008.
La Struttura Nazionale di Supporto Equal Isfol è impegnata nella realizzazione di 4 volumi tematici,
di prossima pubblicazione, di cui si riportano in sintesi i contenuti.
La pubblicazione “Storie di Equal” racconta, in forma di intervista, la storia di alcuni beneficiari finali di 5 progetti
finanziati nell’ambito dell’Asse Imprenditorialità. In particolare, si tratta di disabili fisici e psichici, giovani disoccupati,
immigrati e persone appartenenti a comunità nomadi (sinti e rom).
Oltre a delineare lo scenario di riferimento sui più recenti mutamenti sociali ed il conseguente sviluppo dell’economia sociale,
la pubblicazione si sofferma sul passato, sulle esperienze vissute nel corso di vita dei progetti e sulle aspettative future delle
persone intervistate.
C’è un ampio spazio riservato al racconto dei progetti non tralasciando, anche in questa circostanza, gli aspetti
emozionali ed esperienziali delle persone coinvolte all’interno dei partenariati. Si segnala, inoltre, che la pubblicazione
è corredata da fotografie scattate durante le interviste.
“Il Project Cycle Management e la buona governance nel Fondo Sciale Europeo 2007-2013”
Il volume rappresenta una sintesi delle attività di sperimentazione e di applicazione della metodologia di progettazione,
gestione, monitoraggio e valutazione del Project Cycle Management condotte nell’ambito del gruppo di lavoro europeo
“Capacity Building” nel periodo 2005-2006 e dalla Comunità di pratiche europea “Sound Planning and Management”
finanziata dalla Commissione europea, DG Occupazione, Affari sociali e Pari opportunità nel periodo ottobre 2006 - aprile 2008.
Su incarico dell’Autorità di gestione Equal il coordinamento della Comunità www.soundplanning.eu
è stato realizzato dalla Struttura Nazionale di Supporto Equal ISFOL.
“Dalle sfide alle opportunità: un bilancio di Equal in Italia”
In occasione della conclusione dell’Iniziativa la SNS Equal sta predisponendo un volume con l’obiettivo di dare
visibilità ai risultati raggiunti nel sessennio di programmazione dalle PS Equal, con particolare attenzione alla seconda
fase. La pubblicazione, focalizzata su informazioni qualitative relative ad attività, protagonisti, beneficiari,
e “governo” dell’Iniziativa fa riferimento alle informazioni derivanti dall’attività di monitoraggio qualitativo svolta
in questi anni dalla SNS Equal, così come a quelle raccolte durante le attività di animazione e accompagnamento ai progetti.
Una parte del volume è dedicata alle pratiche di successo delle PS che sono espressione più riuscita delle caratteristiche
peculiari di Equal, mentre nelle conclusioni ci si sofferma sull’eredità concreta che Equal lascia alla programmazione 2007-2013.
Nuove opportunità per gli ex detenuti: l'esperienza di Equal
Il volume rappresenta la conclusione dell’attività tematica sugli interventi di reinserimento sociale e lavorativo delle
persone autrici di reato sviluppata specialmente durante la seconda fase di Equal. A partire da una panoramica sulla
normativa in vigore e sui dati riguardanti a livello nazionale le persone detenute o sottoposte a misure alternative di
giustizia, la pubblicazione presenterà le attività svolte dai 24 partenariati che in Italia hanno rivolto l’attenzione a
questo gruppo target.
La lettura dei progetti finanziati ha permesso di individuare tre ambiti d’intervento nei quali rientrano le principali
attività messe in campo: interventi d’informazione e sensibilizzazione rivolti all’opinione pubblica, attività rivolte ai
beneficiari finali attraverso percorsi integrati ed azioni indirizzate a rafforzare le competenze degli operatori e la
capacità di azione delle istituzioni centrali e locali.
Il ruolo degli Enti locali verrà introdotto attraverso l’esperienza della Regione Emilia – Romagna e la presentazione dei
contributi più importanti acquisiti grazie alle sperimentazioni finanziate con Equal e con altri fondi.
Il Ministero della Giustizia presenterà riflessioni emerse dal coinvolgimento che l’amministrazione penitenziaria, il
Dipartimento di Giustizia Minorile e gli uffici periferici hanno sviluppato prendendo parte alle attività delle compagini
di partner sul territorio.
Un cenno particolare verrà rivolto alle esperienze di alcune imprese che hanno visto Equal come un’opportunità per declinare
in maniera operativa il loro modo di intendere la Responsabilità Sociale d’Impresa.
Infine, l’attenzione verrà rivolta alla dimensione europea presentando le raccomandazioni approvate durante il Policy Forum
tenutosi a Varsavia nel giugno 2007. Ogni indicazione di carattere politico contenuta in questo rilevante documento europeo
verrà associata ad alcuni progetti che hanno dimostrato l’efficacia e la validità di nuovi approcci innovativi sul tema.
Molteplici le PS che hanno chiuso le loro attività e numerose anche le cordate che hanno portato a termine il loro percorso progettuale.
A tal proposito, si segnala che svariate PS e cordate hanno già elaborato e inviato al Ministero del Lavoro, della Salute e
delle Politiche Sociali i Rapporti Finali di Attività (RFA).
Contemporaneamente alla chiusura dei progetti, sia le PS che le cordate, hanno realizzato seminari e convegni, per lo più
segnalati nel precedente numero di EquaIitaliaNews e rintracciabili sul sito www.equalitalia.it. (cfr anche la sezione “rassegna
stampa).
Di seguito si riportano alcuni eventi di chiusura dei progetti Equal.
“Gli immigrati in Calabria: un fenomeno di integrazione o discriminazione?
Esperienze a confronto e proposte operative” (IT-S2-MDL-230)
Il 30 aprile scorso si è tenuto a Reggio Calabria il Workshop finale dell’intervento “Osservatorio sulle Discriminazioni
e sul Razzismo – ODR”.
L’iniziativa, organizzata dal Consorzio interuniversitario Labtegnos, soggetto capofila del progetto, si è svolta alla
presenza del Pro-rettore dell’Università Mediterranea, del Vice-Prefetto di Reggio Calabria, dei partner De Lorenzo,
CS Meridia e Movi e di un nutrito gruppo di rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo locale.
Nella prima sessione dei lavori, dedicata a “La lotta alla discriminazione: politiche, strumenti e casi studio a confronto”,
gli interventi hanno contribuito a disegnare un interessante quadro delle esperienze, in ambito nazionale grazie
all’approfondimento di Gianluca Calzolari dell’ISFOL ed in ambito regionale attraverso gli apporti di rappresentanti di
altre PS.
Nella seconda sessione, incentrata sul Progetto ODR, sono stati presentati i risultati della sperimentazione.
Questa è stata realizzata attraverso la raccolta di oltre 900 questionari e 300 interviste ad opinion leader del
settore con l’obiettivo di valutare le problematiche degli immigrati sul territorio calabrese, nonché di esplorare il
fenomeno della discriminazione, dell’esclusione e della disuguaglianza nell’accesso al mercato del lavoro.
È da notare, che su invito della Prefettura di Reggio Calabria, il modello multi-agenzia, delineato nell’ambito del
progetto, è stato presentato durante una riunione del Consiglio territoriale, il quale riunisce i più rappresentativi
enti, pubblici e privati del settore. L’occasione ha permesso di diffondere i risultati ottenuti e mettere a disposizione
dei soggetti interessati i contributi elaborati con lo scopo di favorire modelli di intergrazione in ambito locale e
regionale.
“Innovazione sociale: territori a confronto con le politiche di cura” (IT-G2-ABR- 086)
Il 30 aprile 2008, presso il Centro Culturale “A. Moro”, si è tenuto il convegno conclusivo del progetto Equal “I Mestieri
Invisibili: Occupazione ed emersione del lavoro nero” realizzato dal Comune di San Salvo, in collaborazione con la
Regione Abruzzo, la Comunità Montana Medio Vastese, la Facoltà di Scienze Manageriali dell’Università “G. D’Annunzio”
di Chieti, l’ente di formazione Cnos Fap Abruzzo e l’Akon Service s.a.s.
Il progetto è nato per offrire opportunità di impiego regolare ed una formazione adeguata ai lavoratori ed alle lavoratrici
(in particolare donne italiane ed immigrate) che prestano la propria attività nella cura delle persone in ambito privato
(badanti) e per garantire un’offerta di servizi e di operatori qualificati alle famiglie bisognose di aiuto per l’assistenza
di un proprio familiare.
Il progetto è intervenuto sul territorio della provincia di Chieti, ma di fatto, per l’interesse che ha suscitato e per i
risultati che sta ottenendo, si propone come modello di eccellenza rispetto al contesto regionale e nazionale.
Gabriele Marchese, il Sindaco del Comune di San Salvo, ha dichiarato: “Siamo fortemente orgogliosi dei risultati raggiunti
fino ad oggi che rappresentano un esempio di buone prassi da seguire.
L’Amministrazione comunale è inoltre impegnata a costruire una rete nazionale di progetti che lavorano sullo stesso tema,
al fine di confrontare le esperienze in atto e creare in futuro il terreno per lo sviluppo di un mercato trasparente dei
servizi privati di cura”.
Con il convegno si è chiusa l’iniziativa progettuale “I Mestieri Invisibili” e per l’occasione tutti i partner del progetto,
gli amministratori pubblici, gli operatori del Terzo settore, le parti sociali, le famiglie e le badanti hanno testimoniato
cos’ha rappresentato per loro questa iniziativa, provando anche ad immaginare insieme come potrebbe essere il “futuro”.
Durante il Convegno è stato presentato in anteprima il volume “Badare al futuro: verso la costruzione delle politiche di
cura nella società italiana del terzo millennio”.
Hanno partecipato al Convegno Rossella Savoia e Alfredo Re dal Comune di Roma che, in qualità dei responsabili del
progetto “Insieme si può” sull’assistenza familiare, hanno presentato i risultati finali e l’esperienza maturata dal
Comune di Roma.
Nel corso della mattinata, il dott. Giovanni De Paulis, direttore della Direzione Provinciale del Lavoro di Chieti, ha
letto ai presenti la lettera inviata per l’ occasione del Convegno da Giuseppe Silveri, direttore generale dell’Immigrazione
del Ministero della Solidarietà Sociale. Inoltre, Vincenzo Castelli, esperto in politiche sociali, è intervenuto analizzando
gli scenari globali e locali del lavoro di cura.
Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda, moderata da Andrea Mori, il caporedattore de “Il Centro”. L’evento ha visto
una larga e attiva partecipazione di attori locali, operatori, parti sociali e badanti stessi, che hanno testimoniato cos’ha
significato per loro partecipare in prima persona alle sperimentazioni del progetto “I Mestieri Invisibili”
(il corso professionalizzante, la stage, la fondazione della cooperativa sociale).
“Per dare valore ad un lavoro di valore.” (IT-G2-PIE- 056)
Il 4 giugno si è svolto a Nizza Monferrato (AT) il convegno finale del progetto ITER – strumentI per la
cerTificazione di pErcorsi femminili.
Il progetto ITER si è proposto come obiettivo principale la valorizzazione ed il riconoscimento dell’Assistente Familiare,
promuovendone una maggiore integrazione socio – lavorativa.
A conclusione di questa esperienza, nel presentare i risultati del Progetto, si propone ad amministratori ed operatori un
confronto aperto sul "lavoro di cura” svolto dall’assistente familiare, per giungere a “dare valore ad un lavoro di valore”.
Milano, 9 giugno 2008
Il modello delle competenze. come, quando, perchè.
Perseguire risultati di eccellenza attraverso lo sviluppo professionale.
Fra le risorse di un’organizzazione (profit o non profit che sia) la risorsa umana è quella più preziosa. Esistono, infatti,
diversi strumenti tradizionali finalizzati a preservarne la disponibilità e lo sviluppo: la formazione, i sentieri di
carriera, la delega, in una parola le buone politiche del personale.
Tuttavia, da qualche tempo si va diffondendo, nelle organizzazioni di ogni dimensione, uno strumento che non sostituisce
quelli citati ma li affianca e li rafforza: il modello delle competenze, dove per competenze si intendono caratteristiche
personali che danno luogo a comportamenti organizzativi valutabili in termini di risultati.
Sottolineando quest’ultimo termine - risultati - è da segnalare che il modello delle competenze si prefigge di migliorare
i risultati ottenuti a livello individuale e collettivo, lungo un percorso che ha come sbocco finale l’eccellenza
organizzativa.
L’Osservatorio sulle Risorse Umane nel Nonprofit - ORUNP - propone a riguardo un seminario che ha come obiettivo quello di
illustrare ed approfondire il modello delle competenze riferito a ruoli di coordinamento.
Nel corso del seminario, della durata di una giornata, verranno forniti i concetti e gli strumenti chiave che potranno
consentire ai partecipanti di valutare a ragion veduta le opportunità offerte da questo approccio e di assumere le decisioni
conseguenti per la sua adozione operativa nella propria organizzazione.
I destinatari del seminario sono dirigenti, quadri e referenti delle risorse umane di organizzazioni non profit.
Milano, 4 giugno 2008
Il Nuovo Diritto d’Asilo in Italia - le novità legislative in vigore dal 1° gennaio 2008 e le procedure per il riconoscimento della protezione
Il 4 giugno, presso la Sala Conferenza di Banca Intesa-San Paolo a Milano, si è svolto un incontro - organizzato
dall’ISMU - finalizzato ad esaminare le procedure di implementazione del Decreto legislativo di attuazione della direttiva
2005/85/CE recante le norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca
dello status di rifugiato.
Nel corso dei lavori sono stati affrontati diversi aspetti tra cui: gli organi competenti ad esaminare le domande in materia
di diritto d’asilo; le diverse fasi della procedura di presentazione ed esame delle domande di riconoscimento della
protezione internazionale e della procedura di revoca o cessazione della protezione; le ipotesi di eventuale accoglienza
o trattenimento del richiedente asilo; le diverse decisioni possibili sulle domande, dei loro effetti e degli eventuali
ricorsi giurisdizionali.
Per saperne di più è possibile consultare il sito www.ismu.it
Isernia, 22 maggio 2008
“La trasformazione dello stato sociale: uno strumento innovativo d’intervento per il sostegno del privato sociale”.
L’incontro sul terzo settore è stato organizzato lo scorso 22 maggio dalla Provincia di Isernia nell’ambito dell’Iniziativa
comunitaria Equal.
Si tratta di una iniziativa voluta dall’agenzia Ascos, Agenzia di Fund Raising, associazione di sviluppo delle cooperative
sociali che opera di concerto con l’amministrazione provinciale nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Equal “Parco Sociale
delle Opportunità”.
L’incontro è stato moderato da un ospite d’eccezione: il giornalista Nuccio Fava, ex direttore del Tg1, adesso presidente
della sezione italiana dell’Associazione dei giornalisti europei.
Dopo il saluto delle autorità (Raffaele Mauro, presidente della Provincia e Antonio Melone, dirigente del Settore Politiche
Attive del Lavoro) è stato l’assessore alle politiche sociali della Provincia De Lisio ad introdurre i lavori.
Sono seguiti gli interventi di Carla Colicelli, vicepresidente del Censis (“Le trasformazioni del welfare”) e, per l’Isfol,
di Maria Di Saverio, (“Il terzo settore come nuovo modello di sviluppo sociale: le esperienze Equal” è il titolo della sua
relazione).
A seguire le relazioni: “Creare capitale sociale sul territorio”, a cura di Alberto Tarozzi, professore di sociologia generale
presso l’Università del Molise; “Il movimento cooperativo come modello occupazionale nel terzo settore”, a cura di Domenico
Calleo, presidente Federsolidarietà-Confcooperative Molise e le “Risorse economiche regionali in ambito sociale”, cura di
Michele Colavita, dirigente delle Politiche sociali della Regione Molise. Quindi la testimonianza dell’imprenditore Carmelo
Melfi, della Melfi Srl.
Dopo il dibattito e la colazione di lavoro, il workshop ha ripreso i lavori con i seguenti interventi:
“Attività di Fund Raising: La responsabilità sociale della ricchezza patrimoniale, ovvero la nuova ricchezza della
raccolta fondi”, a cura di Alessandro Lodolo Doria, fund raiser; Pasquale Rocco De Lisio, assessore alle Politiche sociali
e legale rappresentante Ascos, presenterà l’agenzia di fund raising Ascos Onlus, con le testimonianze, a seguire, di Marianna
Petrecca e Annamaria Ricci, operatrici fund raising dell’Ascos. A chiudere: “La figura professionale dei case manager delle
imprese sociali”, cura di Vittorio Tagliente. Chairman, insieme a Nuccio Fava, Giuseppe Mammana, consulente per le politiche
sociali Provincia di Isernia.
Milano, 15 maggio 2008 Diversità al lavoro
Lo scorso 15 maggio, presso la sede de “Il Sole 24 Ore” a Milano, ha avuto luogo l’evento “Diversità al lavoro” che, oltre
ad offrire la possibilità di dialogare sulla tematica della diversity nel mondo del lavoro, ha permesso ad alcune aziende
di proporre concrete opportunità lavorative a persone con disabilità e migranti.
Il progetto, presentato dalla Fondazione Sodalitas, dall’UNAR e dalla Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, ha l’obiettivo
di valorizzare competenze diverse e di ricercare talenti tra migranti e persone con disabilità di cui le imprese hanno bisogno
per essere innovative e competitive.
Ad oggi tale progetto ha visto la partecipazione di 19 aziende, tra le più importanti in Italia, che hanno messo a disposizione
offerte di lavoro dedicate a disabili e migranti, consultabili al sito
www.diversitallavoro.it. Molte persone hanno quindi inviato la propria candidatura e durante la giornata del 15 maggio hanno
potuto incontrare le aziende e avere un primo colloquio per un eventuale collaborazione lavorativa.
Nel pomeriggio, inoltre, si è svolto un convegno durante il quale i presenti hanno discusso sul tema dell’integrazione lavorativa
di persone con disabilità e migranti. Sono intervenuti tra gli altri: Otto Bitjoka, Presidente della Fondazione Ethnoland, Franco
Bomprezzi, Giornalista; Marco Buemi, Esperto UNAR - Presidenza del Consiglio dei Ministri; Jean-Claude Legrand, Direttore
Mondiale della Diversità L’Oréal.
Nonprofit, Mercato del Lavoro, Competenze e altre storie, Osservatorio sulle Risorse Umane nel Nonprofit – ORUNP, HayGroup, novembre 2007.
La valorizzazione delle competenze può essere considerata una delle leve strategiche più efficaci su cui puntare per la crescita
professionale delle persone. Il volume, edito dall’Osservatorio sulle Risorse Umane nel Nonprofit – ORUNP – in collaborazione
con HayGroup mette a fuoco, a partire da un lavoro condotto empiricamente sul campo, le competenze centrali per alcuni ruoli
professionali chiave del Terzo Settore.
Il volume si inserisce in un più ampio percorso di definizione ed approfondimento del ruolo delle competenze nel nonprofit, cui
si intende aggiungere oggi un ulteriore contributo.
2007, Anno europeo delle pari opportunità. Verso una società giusta, FOP Formazione Orientamento Professionale, Ministero del
Lavoro e della Previdenza Sociale, FSE, numero 6, novembre /dicembre 2007.
Interamente dedicato all’”Anno europeo per le pari opportunità per tutti”, l’ultimo numero della Rivista presenta
interessanti contributi sul tema. L’ “Anno europeo per le pari opportunità per tutti” è stato gestito, a livello
europeo, dalla Direzione generale dell’Occupazione, Affari Sociali e Pari Opportunità della Commissione.
Ma gran parte delle attività hanno avuto luogo a livello nazionale, regionale e locale. Uno dei principi chiave è,
infatti, stato quello del decentramento: l’Anno europeo ha dovuto tenere conto dei livelli variabili di progresso
detenuti a livello nazionale riguardo alla legislazione antidiscriminazione, ai diversi contesti socio-economici e
culturali e al grado di sensibilità dei paesi partecipanti all’Anno. A livello nazionale, le attività sono state
identificate ed attuate dagli Organi di coordinamento nazionale (NIB), nominati da ogni paese partecipante.
Per l’Italia, il NIB è stato individuato nel Dipartimento per i diritti e le pari opportunità -Ufficio nazionale
antidiscriminazioni razziali.
A conclusione dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti, il Ministero del lavoro e Previdenza sociale – DG
per le politiche per l’orientamento e la formazione ha ritenuto doveroso porre la propria attenzione sul tema di parità
e non-discriminazione, proponendo una serie di articoli su visioni, prassi e iniziative in ambito di pari opportunità
nel nostro Paese.
Di seguito si riportano i titolo dei contributi:
2007, Anno europeo delle pari opportunità per tutti. Tempo di bilanci.
2007, Anno europeo delle pari opportunità per tutti. Sensibilizzare sull’integrazione
delle seconde generazioni di migranti.
La prospettiva di genere tra integrazione e cambiamento.
Perché non dovrebbero esistere i differenziali di genere?
Casi di successo in un’ottica di genere. L’esperienza di EQUAL.
Un modello europeo per lo sviluppo locale gender oriented: il progetto W.In D. - Women In Development.
Una rete per le pari opportunità. La sinergia tra Italia Lavoro e la Rete delle Consigliere e dei Consiglieri
di parità per la promozione di un lavoro femminile senza discriminazioni.
Pari opportunità per tutti nella programmazione del Fondo sociale europeo 2007-2013.
Lavoro e pari opportunità in provincia: Trieste la più femminista, Foggia la più discriminatoria.
Il dispositivo del bilancio di competenze nelle pari opportunità.
I master ambientali: Qualità dei percorsi e spendibilità nel mercato del lavoro, Temi&Strumenti Studi e Ricerche, , ISFOL, Unione europea,
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, dicembre 2007.
I master ambientali hanno avuto, negli ultimi cinque anni, una crescita esponenziale. Ma quali sono le aree tematiche, le
caratteristiche e i connotati di questa offerta formativa in rapida espansione?
Come avviene progettato e realizzato un master ambientale, considerando l’intero processo formativo, dall’individuazione
delle finalità e degli obiettivi che lo generano alla valutazione dei risultati? Le competenze professionali conseguite
sono funzionali alla realizzazione di società sostenibili?
Chi consegue un master ambientale quali prospettive occupazionali ha?
Quali strategie mette in atto nella ricerca di un lavoro?
Con quali modalità vive il rapporto con il lavoro?
Quali sono le analogie e le differenze, segnate dalla variabile di genere?
Tra gli occupati, quali gli aspetti connotativi tra chi svolge un lavoro verde e chi è collocato professionalmente in un
settore non ambientale?
Quali le motivazioni, i desideri e le priorità degli intervistati?
A questi interrogativi il Progetto Ambiente dell’Isfol, ha voluto dare un contributo di ricerca. I risultati, confluiti
in questo volume, sono organizzati in due parti.
La prima, dedicata all’impatto occupazione dei master ambientali, è volta a verificare la spendibilità nel mercato del
lavoro dei master ambientali e ad analizzare aspetti valoriali e comportamentali dei soggetti intervistati. La seconda,
introdotta da un quadro evolutivo che focalizza punti di forza e criticità, analizza caratteristiche ed aspetti qualitativi
dei master ambientali.
È sembrato utile mantenere una linea di continuità tra le due parti del volume in modo da poter leggere, attraverso una
visione unitaria, la spendibilità occupazionale dei percorsi realizzati, le caratteristiche dell’offerta e la qualità
che connota queste attività formative ambientali.
Investimenti in formazione e performance aziendali nelle strategie delle grandi imprese in Italia, Temi&Strumenti Studi e Ricerche,
ISFOL, Unione Europea, Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, gennaio 2008.
Il volume presenta i risultati della seconda edizione della indagine campionaria su “Le politiche di formazione delle
grandi imprese in Italia”. La ricerca, realizzata con la collaborazione del Politecnico di Torino, monitora l’evoluzione
dei modelli di formazione continua nelle grandi imprese, attraverso l’osservazione empirica dei comportamenti e delle
strategie formative di un campione di 500 imprese, sul quale sono state condotte osservazioni ripetute.
All’analisi dei dati e all’interpretazione dei risultati hanno contribuito studiosi noti a livello internazionale.
Il volume presenta risultati originali che si ritiene utile far conoscere alla platea dei decisori e degli studiosi e
alle imprese intervistate.
Squilibri quantitativi, qualitativi e territoriali del mercato del lavoro giovanile, I risultati di una indagine conoscitiva,
I Libri del Fondo sociale europeo, ISFOL, Unione Europea, Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, marzo 2008.
I tema del ricambio generazionale nel mercato del lavoro è un argomento cruciale nella dinamica del mercato del lavoro.
La componente giovanile della forza lavoro attraversa una fase difficile, caratterizzatala una pesante stagnazione economica,
dall’aumento del rischio di precarizzazione del lavoro e da una dinamica demografica critica. La diminuzione dei flussi
migratori interni, e un aumento di quelli di provenienza dall’estero, che tendono a saldare a tutti i livelli l’offerta
di lavoro con la domanda, accentuano gli squilibri territoriali del Paese.
L’Isfol ha avviato un progetto di ricerca sulla condizione dei giovani nel mercato del lavoro, con l’obiettivo
di analizzare gli squilibri manifestati negli anni recenti: dal ridisegno delle forme di lavoro flessibile all’allungamento
dei percorsi di stabilizzazione dell’occupazione, dalla mutata propensione alla mobilità territoriale alla dinamica demografica.
Il volume riporta le conclusioni dell’attività di ricerca basate sui risultati di una indagine conoscitiva realizzata dal
Dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università “Sapienza” di Roma.
La formazione permanente nelle Regioni. Approfondimenti sull’offerta e la partecipazione, I Libri del Fondo sociale europeo,
ISFOL, Unione Europea, Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, dicembre 2007.
Il volume analizza, a partire dalle tipologie e caratteristiche strutturali degli enti erogatori e degli utenti,
un segmento che costituisce il fulcro delle politiche in materia di sviluppo del lifelong learning.
Si articola in tre parti. La prima riporta i principali risultati a livello nazionale della rilevazione sull’offerta
regionale di formazione permanente e sulle attività cofinanziate dal FSE nell’ambito della programmazione 2006-06,
ob. 3 e 1. La seconda parte presenta i risultati dell’indagine di campo per ogni realtà regionale, effettuata
nell’ambito della rilevazione nazionale e fornisce approfondimenti e dati sulle tipologie degli attori coinvolti,
sulle principali caratteristiche dei progetti, sulle tipologie di attività realizzate e sulle caratteristiche dell’utenza.
Nella terza parte sono analizzati i tassi regionali di partecipazione della popolazione adulta alle attività di lifelong
learning e viene presentato un quadro d’insieme sulle caratteristiche della partecipazione permanente.
Dieci anni di orientamenti europei per l’occupazione (1997-2007). Le politiche del lavoro in Italia nel quadro della Strategia
europea per l’occupazione, I Libri del Fondo sociale europeo, ISFOL, Unione Europea, Ministero del Lavoro e della Previdenza
Sociale, febbraio 2008.
Il volume presenta la prima indagine, effettuata in Italia, sull’impatto degli orientamenti europei per l’occupazione sul
mercato del lavoro italiano, a dieci anni dall’introduzione della strategia europea per l’occupazione (meglio nota come SEO).
L’analisi è stata effettuata affrontando alcuni dei temi più dibattuti dell’ultimo decennio (tra i quali: Libro Bianco e
Legge Biagi), sia in ambito scientifico che a livello politico. Nello specifico si è indagato sul processo di riforma
dell’ordinamento del mercato del lavoro e del sistema di relazioni industriali, e si è entrati nel dettaglio dell’impatto
delle politiche attive sul mercato del lavoro sia a livello nazionale che regionale e locale.
Dallo studio svolto, si evince come la Strategia europea abbia esercitato un’ampia influenza in tutti gli ambiti delle
politiche attive, imponendosi come chiaro punto di riferimento su diversi fronti: da quello degli obiettivi posti a quello
delle metodologie applicate, da quello degli strumenti di policy a quello dei target di utenza.